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Della primavera
tutti conoscono fiori,
armonie e colori
ma la sua identità vera
sarà della natura la festa
che manifesta?
È prima un cambio di stagione
e ne risente anche la ragione,
l’equilibrio del giorno cade
e d’incertezza l’atmosfera pervade.
I colori del cielo ingannevoli
appaiono
se, mentre c’è il sereno,
con le nubi scompaiono.
Degli uccellini il cinguettare
non sembra durare
se l’oscurità già avanza
senza darne importanza.
E poi che dire dell’aria leggera,
profumata ma passeggera
quando su di essa incombe
dell’acqua la minaccia di bombe!
L’odore di terreno si alza,
il lieve profumo allora scalza
e della primavera cosa rimane
non si sa
se prima una visione dà,
poi la nasconde per settimane
e la malinconia
attraversa ogni via.
Non è dunque tutta luce ciò che risplende
ma oscurità che talvolta sorprende.
Non so descriverne il torpore,
è sensazione
che non fa rumore
ma da questa condizione
mi voglio risvegliare
affinché la natura possa rivalutare
per sentir la primavera
una stagione in tutti i sensi vera.